Al tempo del coronavirus: il monito della Pieve di Romena

immagine tratta dalla pubblicazione della Fraternità di Romena Onlus
immagine tratta dalla pubblicazione della Fraternità di Romena Onlus

Ascoltando il Papa e la sua metafora della barca su cui tutti siamo assieme mi è venuto in mente questo capitello con la barca dove i santi, ognuno a suo modo, affrontano il mare e insieme mi è venuta in mente la magnifica Pieve di S.Pietro a Romena e la sua scritta commovente e terribile  “IN TEMPORE FAMIS MCLII cioè AL TEMPO DELLA FAME 1152”

E mi pare che potrebbe  ispirare una riflessione adatta al nostro oggi.

“A Romena, Toscana profonda, nel nobile, severo e appartato Casentino. Su una strada fuori mano, che adesso porta in posti fuori mano, nascosta su una curva che la rivela all’improvviso,  in mezzo ad un campo che secondo la stagione la incornicia  di girasoli o di solchi arati, c’è la Pieve di S. Pietro di Romena. Un romanico forte e  fascinoso, pietre scolpite con grande cura dei particolari.

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Nella penombra dell’interno attirano l’attenzione i capitelli di pietra serena, scolpiti con le figure ruvide del medioevo profondo.

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Su uno dei capitelli una scritta agghiacciante che recita:  

IN TEMPORE FAMIS MCLII cioè AL TEMPO DELLA FAME 1152.

*Tempore f.

Una parola rara “fame” che  non è facile trovare scritta…Al tempo della fame!  Perché scriverlo? 

Perché scriverlo proprio lì nella posizione più evidente, dove di solito ci sono parole retoriche, in una delle rare iscrizioni  presenti in una chiesa destinata ad un popolo analfabeta?

La disperazione era tale che non si sarebbe potuto tacerlo?

Si è voluto dirlo lì, nel luogo della fede e della preghiera, perché solo dal Dio che pregavano potevano sperare sollievo. Per ricordargli la loro tragedia, che non se lo scordasse?

E perché mai proprio in mezzo alla carestia dedicare tempo, sforzi, denaro ad un’opera come questa magnifica ma in fondo inutile ai fini pratici?

Forse “ In un momento di grande disagio la popolazione offriva al divino tutto il meglio della propria creatività come preghiera, per far cessare le tribolazioni. La crisi diventava così strumento di riscatto, di valorizzazione delle proprie potenzialità. È un messaggio che giunge come un invito per tante persone… i tempi di crisi non sono a vuoto, ma coltivano ancora inconsapevole il fiore della nostra bellezza.”

Torneremo a Romena quando potremo e intanto coltiviamo il fiore della speranza .

da GTI

la foto con i girasoli è presa dalla pagina di GTI

Al tempo del coronavirus: il monito della Pieve di Romenaultima modifica: 2020-03-28T08:39:27+01:00da scanfesca
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