ma un coccodrillo che ci fa?

Il primo che ho visto, anni fa, è quello che, come diceva la guida “infestava le acque del Mincio” e adesso incombe  dalla volta della crociera sui fedeli che si assiepano nel santuario di S.Maria delle Grazie a Curtatone, nei pressi di Mantova.71-coccodrillo-crocodilus-niloticus-imbalsamato-xv-sec-santuario-della-beata-vergine-delle-grazie-curtatone-mantova

Mi ha sempre fatto un po’ ridere l’idea che quella bestiola, un coccodrillo di modestissime dimensioni, riuscisse a “infestare” le acque del fiume che scorre proprio a ridosso del Santuario. Di sicuro non era stato lui a mettere paura, ma certo ancora adesso, a secoli di distanza la sua presenza nella Chiesa, ricca di tanti ex voto è significativa e curiosa.

Qualche anno dopo durante un viaggio nei Pirenei, capitati per un caso benigno (quello che porta spesso noi, viaggiatori senza programma fisso, in luoghi sconosciuti e magnifici) a S.Bertrand de Comminges, un borgo medievale conservato magnificamente con una straordinaria cattedrale in cima a un cocuzzolo

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La chiesa custodisce una quantità di opere d’arte, un chiostro favoloso, sculture straordinarie, un organo angolare forse unico nel suo genere e… un coccodrillo incatenato ad uno dei pilastri!

Non poteva essere un caso e la cosa ha cominciato a solleticare la mia curiosità sempre piuttosto vivace. Così ho trovato che anche vicino a casa mia ce n’è uno, a Macerata, a S.Maria delle Vergini, probabilmente donato da pellegrini al ritorno dalle Crociate in terra santa.

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E poi… ecco la Madonna delle Lacrime a Ponte Nossa nei pressi di Bergamo.

“Forse è arrivato qui come un ex voto o come un oggetto di valore donato al santuario. In passato era appoggiato ai piedi della statua della Madonna e probabilmente in quella posizione simboleggiava, come accade con il serpente, il male. La presenza del rettile, documentata fin dal 1594 secondo la tradizione sarebbe dovuta al dono di un commerciante che, imbattutosi nell’animale presso Rimini, riuscì ad ucciderlo dopo aver invocato l’intercessione della Madonna di Ponte Nossa. È tuttavia probabile che il mercante in questione, tale Bonelli de’ Ferrari, lo abbia acquistato presso la città adriatica. Un’altra versione popolare narra invece che l’animale infestasse le acque del Serio ( ci risiamo!) e che alcuni abitanti lo avrebbero catturato (evento descritto in un affresco  su una parete, quasi una foto in diretta) e collocato nel santuario come ringraziamento alla Madonna.”

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E poi a Verona, Un’antica leggenda narra che un grande coccodrillo vivesse un tempo lungo le rive dell’Adige, presso l’ansa del fiume di San Michele Extra, vicino a Verona, facendo strage di bestiame che andava ad abbeverarsi e soprattutto di innocenti bambini. Gli abitanti lo attirarono in una zona paludosa e lo lasciarono morire di fame. Il rettile fu poi impagliato e conservato nella chiesa di Santa Maria della Pace, dove rimase appeso per secoli all’archivolto del presbiterio….

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Dal punto di vista simbolico non stupisce la presenza in un luogo sacro di un evidente emblema del male. Una bestia così grande e mostruosa dava forma all’idea stessa del “male” come antagonista, e certamente aiutava a comprendere meglio il senso e la natura di tutto ciò che è pauroso e negativo anche in senso spirituale.

Insomma i coccodrilli in chiesa non sono proprio una rarità, anzi:

“Il bestiario medievale associa il coccodrillo all’ipocrisia; questi infatti tiene rivolti al cielo occhi e fauci, come in preghiera, ma la parte inferiore della bocca rimane sepolta nel fango, cioè nei vizi. Così sono gli ipocriti. Il coccodrillo arreda, dunque, molti libri di preghiera e molti templi. A San Quirico D’Orcia, sul portale della cattedrale romanica del XII secolo, compaiono addirittura due coccodrilli a confronto.

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Il primo sta liberando una preda (l’anima) dalla bocca del secondo. Quello a sinistra è, infatti, un dragone positivo a servizio del bene. Che sia Cristo stesso, lo dicono i fiori e i frutti che lo attorniano; lo dice anche il leone, posto nell’angolo sinistro del bassorilievo, che soffia sui piccoli facendoli risorgere. L’altro dragone, invece è chiaramente infernale non solo perché addenta furiosamente la sua preda ma anche per il serpente bicefalo che gli spunta dal dorso e per le due sirene simmetriche scolpite nell’angolo destro. L’espediente dei coccodrilli affrontati rimarca il senso simbolico dell’animale stesso: spesso ciò che appare come bene è male e ciò che appare come male è bene; dunque il credente è chiamato a vigilare.”

Insomma i coccodrilli in chiesa sono a casa loro.

 

ma un coccodrillo che ci fa?ultima modifica: 2018-08-30T09:40:07+02:00da scanfesca
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