quel Maestro di Macereto e il terremoto

14991813_1838636753047103_4206338423720619836_nQuesta mattina ho visto questa immagine che racconta il salvataggio dal museo di Camerino danneggiato dal terremoto di questa statua della Madonna che è stata fatta per il Santuario di Macereto ed è opera di uno sconosciuto scultore, un montanaro di questi monti probabilmente. Lo hanno chiamato il Maestro di Macereto, anonimo e sconosciuto un po’ come la terra in cui e per cui ha creato.

Le Marche sono una specie di limbo per gli italiani e la sorte malevola vuole che sia il terremoto a dare loro visibilità; quell’artista schivo e modesto tanto da non firmare la propria opera è certamente uno dei suoi figli. Anche la materia che scolpisce è il modesto umile legno, non il “nobile” marmo.

Ignoravo del tutto l’esistenza di questo grande artista e anche delle sue opere poi sono andata, per un felice caso, a vedere una mostra a Camerino nel 2006 intitolata “Rinascimento scolpito”

Poco dopo l’ingresso, girando l’angolo di un pannello di separazione, ho incontrato un Arcangelo!

A grandezza naturale, anzi a grandezza umana, c’era un Arcangelo che camminava tenendo per mano un bambino… e mi veniva incontro.

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Ho provato davvero una emozione profonda e  confesso che finita la visita sono rientrata di nuovo per avere ancora una volta l’emozione di incontrare l’Arcangelo, le sue vesti mosse nel passo svelto e deciso, il bel viso severo, lo sguardo  raccolto e intenso, nello stesso tempo una visione angelica ma anche umana…

Ho cominciato ad amare questo autore anonimo ed è stato così che ho imparato ad amare anche la Madonna a cui il maestro deve il nome, una Madonna per un santuario di montagna, Macereto, un assurdo edificio magnifico in mezzo al nulla che assomiglia alla fantasia di un visionario… un santuario ora isolato ma anticamente tanto frequentato che a Visso ancora resiste (o almeno resisteva fino a pochi giorni fa)  l’indicazione della sua direzione.

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Il volto, l’espressione, lo sguardo intenso e raccolto sono gli stessi dell’Arcangelo. Niente sorrisi estatici, niente frivolezze, il bambino non è grazioso, ha l’espressione seria, persino preoccupata, e si aggrappa al manto della madre con una certa decisione.

A questa Madonna si rivolgevano viandanti e pellegrini che si fermavano qui per chiedere aiuto e conforto: l’immagine non cede a sdolcinati sguardi e sorrisi celestiali invece suggerisce fermezza e forza e fiducia in se stessi.

Insomma una vera montanara marchigiana dal volto bellissimo e lo sguardo rivolto quasi dentro di sé come quello del mio Arcangelo.

Oggi l’ho vista fra le braccia di due operatori che la portavano in salvo, via dall’edificio pericolante dove stava, il museo Diocesano di Camerino

Mi ha fatto piacere saperla in salvo, accudita e difesa dai pericoli ma… l’Arcangelo dove è, dove sono in cammino lui e il piccolo Tobiolo?

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quel Maestro di Macereto e il terremotoultima modifica: 2016-11-05T15:46:38+01:00da scanfesca
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