Templari, ovunque!

I templari hanno così tanto fascino che c’è  chi li vede quasi ovunque, cercando di far passare le proprie fantasie per storia e… ci riesce pure!
E’ il caso di questo monumentino che sorge in un luogo modesto, una piccola aiuola ai margini di un incrocio trafficato nella vallata dell’Esino, che condivide anche con una “figuretta” sacra.

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Nell’intenzione dell’Amministrazione Comunale di Camerata Picena  il monumento ricorda la battaglia di Piane di Camerata Picena (il luogo dove sorge).
La battaglia avvenne  il 7 giugno 1309 fra i guelfi di Ancona, Ascoli, Senigallia, Camerata… e i ghibellini guidati da Jesi (Osimo, Macerata, San Severino, Forlì…) capeggiati da Federico di Montefeltro signore di Urbino.

”  … si dice che la battaglia fu la più sanguinosa che fosse stata combattuta nei dintorni ai tempi dei Guelfi e dei Ghibellini e che nella campagna in quel giorno scorse parecchio sangue, così da insanguinarla tutta, tanto che per parecchio tempo anche le erbe che vi nascevano furono amare.”

amare furono anche le conseguenze per i perdenti:

Gli Anconetani sconfitti furono inseguiti fino ad Ancona e uno jesino giunse a piantare lo stendardo della sua città nei merli della porta di Ancona. … I prigionieri furono condotti a Jesi coi loro carrocci, gli stendardi, le armi catturate; essi furono fatti sfilare al pubblico ludibrio, le loro bandiere ed i loro vessilli strappati e trascinati nel fango, mentre le teste degli uccisi erano portate in corteo sulla punta delle lance. In quell’occasione il castello di Camerata venne distrutto e saccheggiato insieme alle campagne circostanti dagli Jesini, che fecero pagare cara ai Cameratesi la fedeltà ad Ancona. Il castello venne riedificato e ripopolato solo nel 1389 …”

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E i TEMPLARI? Niente, non hanno avuto niente a che fare con questa battaglia e tra l’altro la loro regola vietava di combattere contro cristiani, erano pur sempre monaci!
Come è nata la diceria?
La colpa è della faciloneria di certi tifosi templari  e anche dell’aspetto del monumento che, affidato ad un artigiano del luogo, ha un aspetto un po’ somigliante alle immagini che si trovano sui siti templari: forse anche l’autore ha usato google.
Lo possiamo perdonare,lui non ne ha colpa: ha dedicato il proprio lavoro
“a mio padre Bruno ingegnoso artigiano
 cittadino esemplare di questo paese”

Insomma una storia vera, con tutta la sua dignità e il suo carico di memorie e di tragedie, interessante anche senza bisogno di scomodare i templari

dove leggere le “favole”  templari

dove leggere le notizie vere

Templari, ovunque!ultima modifica: 2013-11-04T11:07:00+01:00da scanfesca
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