il Duca e il servitore a Urbino scrivono sui muri

urbino teatro“Gli occhi di chi visita la Galleria nazionale delle Marche sono di solito catturati dalle architetture del palazzo, dagli intarsi dello Studiolo del Duca, dalla bellezza dei dipinti di Piero della Francesca, Raffaello ….” 

Ma c’è la parte del Palazzo che serviva alla vita quotidiana, le cucine, i magazzini, le stalle… luoghi non meno interessanti anche se più “umili”. In effetti una visita al Palazzo non basta, non può bastare a scoprire tutte le bellezze e anche le curiostà. Già lo splendido cortile con le sue bianche colonnine eleganti e slanciate visto da vicino, molto vicino, rivela che su tutta o quasi la superficie, ad altezza d’uomo, sono state incisi, graffiti, scritti innumerevoli nomi, frasi, disegni, scarabocchi, date.

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E questo continua anche nelle bellissime sale del Palazzo, sugli stipiti delle porte scolpite, negli strombi delle finestre, praticamente dovunque ci fosse una superficie liscia. Per più di 500 anni servi, padroni, duchi, valletti, governanti, soldati… hanno usato questa pietra bianca per lasciare un segno, una notizia, alta o bassa che fosse. Si va dalla notizia della battaglia contro i turchi al risultato di una partita… Non mancano le linee della crescita del prezioso erede del ducato e anche versi malinconici e d’amore.

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Sono così tante e così varie che ne è nata una bella mostra da cui un catalogo consultabile qui.
Massimo Macconi
foto di Massimo Macconi

Anche il Duca scriveva sui muri… sulla parete del balcone (quello centrale) dello studiolo, affacciato sulla valle, (un luogo davvero stupendo) il Duca Guidobaldo (1514-1574) vede apparire il corteo che accompagna la sua sposa ed esprime l’auspicio che il matrimonio sia felice e duri per sempre e poi ancora alle 22 scrive che è arrivata, che  Vittoria è lì!

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Se il Duca scrive sui muri anche la sua servitù lo fa tranquillamente… molto interessante il disegno del custode del fuoco, probabilmente dei tempi del Duca Federico, nel ‘400. In questo meraviglioso Palazzo (palazzo, non castello e non Rocca) luogo di abitazione, aperto alla vita della famiglia, della Corte, degli amici, il Duca aveva voluto molte comodità moderne e fra queste un bagno del genere di quelli delle terme romane.

il bagno copia

Scendendo dallo studiolo lungo la scala a chiocciola che gira dentro il torricino di destra il duca arrivava al suo bagno. A qualunque ora l’acqua doveva essere calda e allora c’era una vigilanza, un presidio che provvedeva a tenere sempre caricata la stufa che scaldava l’acqua… una di queste vedette inganna il tempo disegnando un profilo che pare quello di Federico e scrive un monito a se stesso: ricordati del turno!

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il Duca e il servitore a Urbino scrivono sui muriultima modifica: 2017-10-29T10:38:23+00:00da scanfesca
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