una storia tragica e bella

Il mio caro amico Leo, che per lavoro viaggia parecchio e che è attento e curioso, mi ha mandato la foto di  questa bella lapide, che si trova nel cortile della scuola di Torre di Palme.

lapide Leo copia.jpg

“nel momento estremo del loro sacrificio furono confortati dalla certezza della resistenza vittoriosa e della rinascita morale dell’Italia quando il plotone di carabinieri guidato dal giovane tenente Giuseppe Avezzano Comes con lucida consapevolezza e determinazione si rifiutò di far fuoco sui fratelli”

Il racconto  della fucilazione da parte nazi-fascista di un gruppo di partigiani non è purtroppo originale, ma  tuttavia furono confortati dalla certezza che qualcosa stava cambiando.

Questa certezza si riferisce al fatto che il plotone di esecuzione, formato da Carabinieri, si rifiutò di eseguire l’ordine, e più volte, finché furono i nazifascisti a imbracciare le armi e a compiere il gesto vergognoso.
Bella storia, nella sua tragicità.

Ci chiedevamo  cosa ne fosse stato del giovane tenente Avezzano Comes…

“Il comandante Avezzano, rientrato successivamente in caserma, distrusse i documenti dell’ordine di servizio, per evitare che fossero riconosciuti i Carabinieri che con coraggio si erano rifiutati di sparare, salvandoli dalla deportazione, che però toccò a lui: dopo un’istruttoria, fu mandato in un campo di detenzione in Germania, poi rinchiuso in un carcere in Italia, da dove scappò per poi essere nuovamente catturato ad Alassio, imprigionato fino alla liberazione.”

Una storia ( raccontata nel dettaglio qui)  di coraggio e di “lucida consapevolezza” che può davvero controbattere troppo facili e scontati pregiudizi.

 

una storia tragica e bellaultima modifica: 2017-09-07T08:10:00+00:00da scanfesca
Reposta per primo quest’articolo

Add a Comment

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato ma sarà visibile all'autore del blog.
I campi obbligatori sono contrassegnati *

*