al Sasso Serpaio: una storia non piccola

al trasimeno

Questa lapide  alla scesa del Sasso Serpaio, uno degli approdi del lago Trasimeno, ricorda un episodio pochissimo conosciuto della lotta ai nazi-fascisti. Per una volta tanto, però non è la storia di un eccidio, ma quella di un salvataggio.

Come racconta anche un articolo (http//ilmanifesto.info/uomini-in-barca/) molto dettagliato un gruppo di ventisei ebrei catturati dai fascisti erano imprigionati sull’Isola Maggiore del lago Trasimeno. Mentre la battaglia fra l’esercito alleato e i tedeschi  infuriava la sponda  sud del lago era stata liberata e gli abitanti di Tuoro decisero di salvare gli ebrei prigionieri che altrimenti sarebbero stati sicuramente deportati.

04_sasso_serpaio_01
le classiche barche dei pescatori del Trasimeno

È affascinante il racconto dell’ultimo dei protagonisti, Agostino Piazzesi:

«Era­vamo 220 anime, tutti pesca­tori, sull’Isola Mag­giore. C’era tanta mise­ria. Quei 26 ebrei arri­va­vano dalla fami­glie più ric­che di Peru­gia, i Coen, i Levi, i ban­chieri, i petro­lieri. Sape­vamo che i tede­schi li avreb­bero cac­ciati, ini­ziava a avvi­ci­narsi il fronte. Ci furono bat­ta­glie, tanti morti. Comin­cia­rono le rap­pre­sa­glie delle SS sull’Isola, non ho mai visto un tede­sco senza pistola. Noi ave­vamo preso dei fucili al castello Guglielmi, rea­gimmo. Era già troppo che vive­vamo in quelle con­di­zioni. Notte tempo con don Otta­vio deci­demmo: ‘Fac­cia­molo’. Sape­vamo chi vogava meglio e sce­gliemmo i pesca­tori. Cin­que bar­che aspet­ta­vano sotto al castello. Ne cari­cammo tre per ogni barca e ini­ziammo il viag­gio
. Erano tutti sdra­iati, la paura era tanta. Sen­ti­vamo i colpi di mitra­glia­trice e bazooka, le pal­lot­tole pas­sa­vano vicino alla testa. La scena più bella è stata quando abbiamo toc­cato terra, il lago si era un po’ riti­rato e c’era fango: tutti a sal­tare, sal­tare in mezzo a quel fango. L’emozione più bella, per loro era la libe­ra­zione. Lo facemmo con la volontà di sal­vare delle per­sone anche se era peri­co­loso. Ho guar­dato sull’elenco tele­fo­nico tante volte, per curio­sità: ancora esi­stono? Non li ho mai chia­mati, abbiamo solo fatto il nostro dovere. Era un dovere».

04_sasso_serpaio_02
l’attracco del Sasso Serpaio… in lontananza l’Isola Polvese

PS: le foto delle barche e del l’attracco sono di    http://www.associazionearbit.org/2011_06_01_archive.html

al Sasso Serpaio: una storia non piccolaultima modifica: 2015-10-01T10:49:38+00:00da scanfesca
Reposta per primo quest’articolo
2 Comments

Add a Comment

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato ma sarà visibile all'autore del blog.
I campi obbligatori sono contrassegnati *

*