Bocce e…bestemmie

le bocce

Questa epigrafe si trova sul muro di cinta del piccolo castello di Monteroberto, nei pressi di Jesi. Il  tratto di strada che corre sotto le mura è l’unico in piano di un paesino posto su un cucuzzolo e dunque era in passato il luogo dove gli uomini si radunavano per una partita a bocce e qui, in un posto dove marmi non ce ne sono, sul muro antico e rustico l’autorità di allora  (1933, cioè come è scritto XI° dell’era fascista)  ha creduto bene di installare questa iscrizione, ben incisa,

“Il giuco delle bocce è uno sport dilettevole che rinfranca lo spirito del lavoratore. Fatto nelle ore di riposo con calma e serenità senza adoperare parole sconcie e specie la bestemmia che riduce l’uomo ad uno stato di inferiorità è il giuoco migliore per acuire l’ingegno ed esercitare il fisico”

Anche in un momento di riposo e di svago il potere occhiuto e invadente voleva ricordare che appunto non si poteva sfuggire, che anche quel tempo non apparteneva ai giocatori, ma andava vissuto come voleva il potere. E ancora adesso è lì a dirlo anche se non si gioca più a bocce ed è diventato un parcheggio.

Bocce e…bestemmieultima modifica: 2014-07-27T12:03:30+00:00da scanfesca
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