piccole storie … nell’intonaco

Nella loggia che si apre accanto alla chiesa di Paggese (il paese delle pietre parlanti di cui già ho scritto qui e qui), un grande affresco che rappresenta un Sant’Antonio fra due Santi é stato completamente rovinato (!!) da una quantità di scritte vergate, nel volgere di qualche secolo, dagli abitanti del paese per ricordare eventi significativi.

La spiegazione del luogo scelto per queste registrazioni é semplice: un luogo pubblico, frequentato dalla comunità intera per i suoi momenti siimportanti e anche una superficie semplice da incidere, certo più a portata di mano della carta ai tempi costosa e rara.

E’ grazie a questi che potrebbero essere considerati vandali (a dire la verità l’affresco non é proprio un capolavoro) che sappiamo che avvenne -e quando- un delitto, quanto veniva pagato il grano e quando cominciò e finì la peste…

E per la gioia dei cultori dell’occulto e dei misteri più misteriosi… ecco anche il quadrato magico, il famoso SATOR AREPO TENET …DSCN1462Copier copia.jpeg paggese,graffiti,storia,memoria,misteri,quadrato magico,peste

Tutte queste scritte, giustamente rispettate dall’intervento di recupero dell’affresco, sono state raccolte e interpretate dai benemeriti volontari del circolo ARCI locale (a cui va la nostra gratitudine).

Sappiamo così che il 20 maggio 1633
CASCO’ LA NE
VE

 

 

A di 29 di 9bre 1697
fu fatto omicidio
al fosso
  
  ANNO DOMINI MDCLVI
COMINCIO’ LA PESTA
A PRIMAVERA

A DI ………..fu vi(n)ta la pesta 1632

e anche  un proverbio:

Assai guadagna chi fortuna passa
Ma più guadagna chi puttana lassa
(la parola “puttana” è cancellata ma era stata  riportata dal Gabrielli nei suoi taccuini)
E se qualcuno, come me, ha la curiosità di leggere tutti questi messaggi dal passato può andare a Paggese oppure anche qui, sul sito del circolo arci Stella della Laga

piccole storie … nell’intonacoultima modifica: 2012-06-28T11:47:00+00:00da scanfesca
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