Dài, giochiamo!

b9688482788ccd3480743eba98baf8f0.jpgCi abbiamo giocato tutti o almeno l’abbiamo visto giocare, con nomi diversi (filetto, mulino, Alkerque alla araba) e diverse complessità: ma insomma si tratta di un  reticolato geometrico, sul quale due giocatori dispongono a turno delle pedine… Gioco di strategia, gioco di geometria, battaglia simulata… si gioca almeno  dal 1400 a.C., si può giocare dovunque basta disegnarlo con un bastoncino  nella polvere della strada, un dito sulla sabbia, con  la matita sul foglio o anche…

inciderlo sulla pietra!

In molti posti, in Italia e altrove ho trovato dei filetti  incisi sulla pietra, soprattutto nei chiostri dei conventi o sulle scalinate delle chiese.

Di solito se  ci viene voglia di fare una partita si fa uno schema alla svelta dove ci si trova, con quello che si ha a disposizione.
Che qualcuno invece  si sia messo a incidere pazientemente le linee del gioco su pietre forse non durissime, ma comunque pietre, non mi fa pensare a un  desiderio estemporaneo o effimero ma piuttosto a una consuetudine,  un appuntamento costante, a una abitudine consolidata a trovarsi lì per una partita.
Forse giocatori che non potevano comunque andare altrove come i monaci oppure dei giocatori che si ritrovavano sempre nello stesso  posto, un luogo di incontro per la gente come per esempio i sagrati delle chiese

Nel meraviglioso S. Clemente a Casauria,  le cui pietre hanno davvero tante storie da raccontare, ce n’é una in più: su un pilastro ci sono incisi due filetti … in verticale.
Di sicuro questa pietra stava altrove, orizzontale,  poi é stata riutilizzata qui.
Nessuno potrà più giocarci, ma il ricordo delle sfide e delle partite che qui sopra si sono giocate resta e mi parla.

Dài, giochiamo!ultima modifica: 2008-06-30T20:05:57+00:00da scanfesca
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