Non ardisca sonare per cento braccia

e0c2004eb823fd97ac733792566ca31a.jpgA Poppi, nella Toscana di montagna, elegante ed austera sulle mura di un convento una raffinata lapide in elegantissimi caratteri détta:

…qualsivoglia persona di qualunque grado, sesso e condizione non ardisca né di giorno né di notte giuocare a giuoco di carte, palla, pallottole, rizzola, e forma, e simili giuochi di strepito, tirare con archibuso, o altre arme da fuoco, sonare e cantare intorno al Monastero di Poppi della SS. Annunziata a cento braccia attorno per tutta l’estensione del detto monastero alla pena della cattura, carcere, e arbitrio rigoroso del magistrato nostro in caso di contravvensione…

e infine: anno Domini MDCCXXXIX

L’elenco delle azioni proibite fa pensare.

Va bene i giochi di carte, la ruzzola… si sa fanno rumore, anzi strepito. Ma il tiro delle armi da fuoco alla pari con suonare e cantare!? E perché poi proibito attorno – per cento braccia – al monastero; paura che le monache si facessero venire delle idee ascoltando lo strepito del mondo? E più lontano si poteva?

Lo zelo del balì intanto, nella sua elencazione dei passatempi proibiti dà un’idea piuttosto precisa del tempo libero dei casentinesi del 1700.

E più lontano delle cento braccia cosa succedeva?
Se era  necessario proteggere i dintorni del  monastero con una simile proibizione mi viene da pensare che altrove invece fosse normale… mi immagino  le strade e le piazze di Poppi  piene di gente che suona, canta, lancia la ruzzola, gioca a pallottole (biglie), tira al bersaglio… e certo sono popolani che gli aristocratici lo fanno nei loro palazzi.

Vita allegra per le strade della Poppi del ‘700!

Non ardisca sonare per cento bracciaultima modifica: 2008-06-26T17:00:00+00:00da scanfesca
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