Al tempo della fame 1152

c2607842d8e9e3077706d07636196c93.jpgA Romena, Toscana profonda, nel nobile, severo e appartato Casentino. Su una strada fuori mano, che adesso porta in posti fuori mano, nascosta su una curva che la rivela all’improvviso, c’è la Pieve di S. Pietro di Romena. Un romanico forte e  fascinoso, pietre scolpite con grande cura dei particolari.

Nella penombra dell’interno attirano l’attenzione i capitelli di pietra serena, scolpiti con le figure ruvide del medioevo profondo.

Su uno dei capitelli una scritta che recita:
IN TEMPORE FAMIS MCLII cioè AL TEMPO DELLA FAME 1152.

Una parola rara “fame”! Che si dice poco oggi, ma anche allora non era facile trovarla scritta… per motivi certo differenti oggi da allora.

Al tempo della fame!
Perché scriverlo?
Perché scriverlo proprio lì nella posizione più evidente, dove di solito ci sono parole retoriche, in una delle rare iscrizioni  presenti in una chiesa destinata ad un popolo analfabeta?

La disperazione era tale che non si sarebbe potuto tacerlo?

Si è voluto dirlo lì, nel luogo della fede e della preghiera, perché solo dal Dio che pregavano potevano sperare sollievo
Per ricordargli la loro tragedia, che non se lo scordasse?
E ancora: ma IN TEMPORE FAMIS non si sarebbe potuto (dovuto forse) impiegare  per sfamare la gente la ricchezza enorme che certo costò una costruzione così possente ed elegante?

Non riesco a guardare quelle parole incise lì, nella pietra, senza provare un brivido.

Al tempo della fame 1152ultima modifica: 2008-06-26T16:38:48+00:00da scanfesca
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