01/05/2012

per di qua

indic.visso.JPGQuesta indicazione é all'incrocio di due strade a Visso, perla perduta fra i monti,  un po'  Marche e  un po' Umbria.

Non sono molti quelli che passano di qui oggi, perchè questa montagna non è di moda, non è famosa, è adatta a chi cammina senza firme addosso.

Ma la pietra che indica la strada per la Macereta  ( di cui ho parlato in questo blog sotto il titolo "ottagoni e analfabeti") e Loreto racconta un'altra storia, ci dice che un tempo di qui passavano in tanti dato che questa era una tappa importante dell'itinerario da Roma a Loreto e i pellegrini qui si fermavano a riposare prima di superare i Sibillini. E oggi questa mano ci indica un pezzo del nostro passato.

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15/04/2012

gli anticlericali

anticlericali,giordano brunoNelle Marche così conservatrici e tradizionaliste trovo di frequente e con stupore lapidi ed epitaffi in cui si dichiara un rifiuto totale del potere temporale della chiesa. A pensarci bene lo stupore é frutto dell'ignoranza infatti qui  fino all'unità d'Italia dominava il papa re e questa è la terra dove, poi, è avvenuta la settimana rossa.

Comunque alcune lapidi sono davvero speciali come questa, sulla parete di una bella chiesa sconsacrata e di fianco alla sede episcopale e al Duomo di Jesi in cui si ricorda Giordano Bruno, vittima della tirannide sacerdotale!!

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gli zoccoli di Attila

Questi erano marchigiani veri, la condizione di mezzadri lo dice.

Chi ha dettato le parole di questa lapide ha dovuto ricorrere al ricordo di Attila per riuscire in qualche modo non dico a giustificare, ma a spiegarsi tanta ferocia.attila.jpeg

12/04/2012

concerto in piazza

Una vera rarità: una lapide che ricorda un concerto!

Vabbè, era Beniamino Gigli e poi per beneficenza a Monte San Vito, piccolo paese marchigiano.

Di molte star acclamate oggi cosa resterà fra un secolo?ben.GigliCopier.jpeg

03/04/2012

noi e gli ottomani

ottomani copie.jpegQuante cose si possono imparare leggendo le targhe e le lapidi...

Per esempio a Camporotondo del Fiastrone nell'atrio del Comune ecco una lapide che ricorda un eroe e una guerra almeno per me  assolutamente ignoti

Combattendo da forte
contro le insidie
dell'ottomana barbarie
Antonio Diletti
gloriosamente caduto a Gargaresch
li 18 gennaio 1912
sacro del suo sangue il suolo redento
qui
ufficiali e soldati
ne vollero ricordato il nome
perché l'esempio di un prode
tenga vivi amore della patria
e la fede dei suoi nuovi destini
Camporotondo
9 febbraio 1915

Ammetto la mia personale ignoranza ma secondo me molti di noi non sanno niente né di Antonio Diletti, nè di Gargaresh.. era la guerra di Libia, la guerra per essere una potenza coloniale...

Con il senno di poi un fallimento, ma si poteva anche pensarci allora.

Povero Antonio Diletti, morto per una stupida prepotenza!! Per fortuna aveva degli amici che lo rispettavano e così il suo nome non é sparito, come lacrime nella pioggia...

10:59 Scritto da: scanfesca | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: ottomani, libia, colonialismo | OKNOtizie |  Facebook

29/03/2012

le pietre e l'orgoglio

federico ii° hohenstaufen,jesi,orgogliofederico ii° hohenstaufen,jesi,orgoglioCome si può capire nel guardare il nuovo allestimento della Piazza Federico II°  di Jesi la città é molto orgogliosa di essere stata il luogo di nascita di Federico II° di Svevia Hohenstaufen, imperatore del Sacro Romano impero, re dei romani, di Germania, di Sicilia….
Lo scrive ripetutamente dappertutto qui, proprio nel luogo preciso dove la nascita avvenne perché la madre dovette partorire coram populo,  insomma davanti a tutti perchè non si potessero avanzare dubbi sulla legittimità dell'erede.
Vita dura per i nobili nel 1194.

Dunque una storia, non piccola questa volta, nelle pietre della piazza.

Ma ce n'è un'altra che non è direttamente visibile ed è quella del titolo di "città regia" attribuito alla città.

Non saprei dire se sia storia o aneddoto, ma si racconta che l'imperatore, cresciuto e diventato uno degli uomini più grandi del suo tempo e non solo, volle rendere omaggio la sua città di nascita e chiese di scegliere fra  "un braccio di mare" o "città regia"

Cioè fra un allargamento del fiume che portasse le navi che solcavano l'Adriatico fino alla città distante poco più di 10 km dalla costa o il titolo di città regia.

La scelta fu per "città regia" e questo spiega la corona che sovrasta il leone dello stemma.

Ogni tanto qualcuno cita l'aneddoto per dire che l'orgoglio ha accecato gli jesini facendo loro preferire un titolo pomposo ormai insignificante da tempo ai più concreti vantaggi del braccio di mare.

Chissà chi ha ragione.... il titolo diede dei vantaggi fiscali e un'autonomia che durò a lungo; il braccio di mare chissà forse si sarebbe insabbiato...

E' andata così, solo l'orgoglio e la memoria restano.

 

federico ii° hohenstaufen,jesi,orgoglio
federico ii° hohenstaufen,jesi,orgoglio

27/03/2012

le sedie

le sedie.jpgSi va bene, non ho intenzione di giustificarmi: non sempre sono sulla pietra le mie piccole storie, non parliamone più.
Questa per esempio é sugli schienali di queste due sedie, disposte da sempre contro il muro di una casa della strada principale di Bevagna.
Qui per anni hanno passato ore a chiacchierare, a guardare, a tacere due amici.

Ora  "Cincino er ferroviere" non c'é più, ma anziché evitare di parlarne se ne conserva il ricordo.
E tutto in dialetto, ma siamo in Umbria e l'eleganza sobria di chi nobile lo è da sempre si esprime in un dialetto elegantissimo:
 "E' de Joanne" potrebbe essere stato scritto nel '300.

11:00 Scritto da: scanfesca | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: amicizia, dialetto, umbria, bevagna | OKNOtizie |  Facebook

09/03/2012

le pietre della preghiera

religioni,rosari,preghiera,nomi di dio,rapporti fra le religioniA Smirne  cercavo qualcosa di veramente significativo da portarci a casa per tenere vive le emozioni di questo viaggio attraverso la Turchia.
Seduto ad un tavolino, con il suo involto di kebab in mano ho trovato un anziano che aveva un grappolo di "collane" . Un volto  antico, di montanaro, molto fuori posto  nell'ambiente  cosmopolita della strada.
Lo accompagnava un giovane, vestito e attrezzato come qualunque ragazzo europeo.
Mi sono fermata a guardare e chiedere.
Non erano collane, ma rosari e non  li avevo riconosciuti perché non erano i rosari mariani usati da noi (e ho capito il perché dell'aggettivo), ma erano rosari bizantini o islamici o buddisti.
Rosari interreligiosi insomma.
Con la mediazione del ragazzo me ne sono andata con un grappolo di rosari bellissimi, di materie, colori, lunghezze, religioni  diverse.
Io molto contenta e anche il montanaro che pensava ne volessi uno e io invece ne ho presi tanti.250px-Four_Kombologia.jpg
Ho imparato che in religioni tanto diverse e spesso tanto in conflitto fra loro  si prega in modi molto simili che anzi sono l'uno figlio dell'altro: lasciando scorrere fra le dita i grani di pietra  o di legno di un rosario e ripetendo una formula o delle invocazioni.
Affascinante il rosario islamico, di 99 grani perché 100 sono i nomi di Dio di cui 99 si conoscono,  ma l'ultimo nome  Dio lo rivela solo al credente fedele.
Molte sono le sue varianti semplificate, da 33 o da 11 grani.
E molto particolari i rosari buddisti con un numero variabile da 108 a 50 a 21 o 28 dei grani, numeri sacri a Budda.
E poi il Komboloi greco ortodosso che vediamo usare più come un passatempo che come uno strumento di preghiera (e ci sono persino le guide come farlo passare fra le dita).
Così dalla Turchia ho  portato come souvenir dei rosari.. i miei amici li hanno graditi.

07/03/2012

ti ho pensato, ti ho portato con me

Questo è un barattolo speciale, pieno di piccole pietre con una storia. E' andata così: ogni volta che qualcuno di noi parte per un viaggio, che sia di un gibarattoloCopier.jpegorno o di un mese, attorno casa o lontano (comunque sempre Poco lontano )  chi resta gli chiede di  portargli un sassolino. E naturalmente si viene esauditi.

Non sempre sono sassolini, a volte é un legnetto lavorato dalle onde, o una piuma di gazza come quella che si vede.. E non é che sia semplice da trovare il sassolino come potrebbe sembrare. Si cerca sempre che non sia il primo sassolino che si vede, che non sia banale, ma rappresentativo del luogo.. a volte ho compiuto ricerche abbbastanza lunghe prima di sentirmi soddisfatta del "sassolino"  da portare. E naturalmente si conservano. Ce n'è più di un barattolo in casa

E la storia che raccontano?

Che ti ho pensato, che ti ho portato con me, che sono stato lì.

Insomma un vero souvenir.

 

12:40 Scritto da: scanfesca | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: souvenir, viaggi, sassolini, pensieri | OKNOtizie |  Facebook

13/02/2012

l'emigrato

Ho gia scritto altrove che anche da angoli remoti del mondo una mente intelligente è  capace di guardare lontano: questa  targa racconta una storia di questo genere. Alessandro Brandi nasce il un borgo minuscolo, a quasi mille metri, nell'interno delle Marche, come dire fuori dal mondo, che si chiamava Porcarella con evidente allusione al mestiere degli abitanti, credo. borghi_rurali.gif

Oggi ha 43 abitanti, in inverno un po' meno. E si chiama Poggio San Romualdo, ritenuto più fine evidentemente.

Il pianoro enorme che durante la lotta partigiana serviva ai lanci degli alleati é  stato riempito di brutte seconde case.

Ma su una casa del borgo antico spicca questa targa, tutta lucida e nuova su un muro antico, un po' scalcinato.

A vent'anni era partito di qui e non per dietro l'angolo, ma per l'Australia, e nel 1953 quando ancora se ne sapeva davvero poco. Chissà cosa pensava (di nuovo mi viene in mente Amerigo di Guccini) chiudendosi dietro la porta... eppure 50 anni dopo sono venuti dall'Australia per onorarlo, per ricordarlo anche qui oltre che nel museo marittimo di Sidney.

E anche per farlo sapere ai suoi ex concittadini che non potevano certo immaginare che, partito per fuggire alla fame, si sarebbe fatto così onore.

l'emigrato.jpg

05/02/2012

pietre poco interessanti

 

linea di partenza Olimpia_1.jpg

A guardarla così, senza nessuna spiegazione, non é certo una immagine interessante: c'é una striscia di pietre in mezzo a un prato verde, piatto…
Niente di interessante, no?
Eppure.. quella striscia di pietre, lucidate, consunte  e rese quasi morbide dal tempo non é altro che la linea di partenza dello stadio di Olimpia.
Queste pietre hanno sentito la pressione dei piedi nudi  degli atleti sacri, per secoli.
Dunque non hanno bisogno di scenografia e di sottolineature: queste pietre nella loro semplicità sono la storia.
Tutto il resto a Olimpia ha subito gli insulti del tempo e degli uomini, queste pietre nella loro semplicità sono la cosa più autentica di Olimpia.
Così poco interessante no?
Meglio pensarci bene prima di dirlo.

20:18 Scritto da: scanfesca | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: olimpia, storia, atleti, semplicità | OKNOtizie |  Facebook

poesia

la poesia.jpg

Mura medioevali in Romagna nel piccolissimo borgo di Monteleone di Roncofreddo, e su questa muratura rossiccia ben restaurata una poesia, una dedica, non so.

Di chi é? per chi é?

E' anche per noi che ci guardiamo attorno con attenzione a tutti i particolari e ne siamo ripagati.

 

04/02/2012

le doti

a Trevi trovo questa scritta per me abbastanza misteriosa, 1.jpgma siamo nel 2012 e quasi niente resta oscuro a lungo e infatti ecco qui il significato.

Ragazze che si candidavano alla beneficenza per sposarsi: quanta strada abbiamo dovuto fare

10:54 Scritto da: scanfesca | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

21/01/2012

a Braccio Fortebraccio da Montone

arcevia,braccio da montone,memoria,marchigianiLungo una strada di montagna, ai piedi della rupe di Arcevia sorge questo cippo.

Ricorda un episodio di assedio alla città, un fatto di appena..... seicento (600 !!!)  anni fa.

Gli abitanti di questi monti marchigiani sono gente concreta, non si muovono per poco e non dimenticano nemmeno a distanza di.. 600 anni.

sulla lapide:
"..Lungo questa valle detta dei mulini nel giugno 1407 Braccio Fortebraccio dei Conti di Montone chiamato in soccorso di Roccacontrada ora Arcevia ruppe il lungo assedio posto con 2000 cavalieri ed altrettanti fanti ....
"Roccacontrada non era speranza di poterla per forza havere ma per assedio e carestia d'acqua"

La città di Arcevia a Braccio Conte di Montone 1407  2007

20/01/2012

pietre e stracci

muro di stracci.jpgInvece di pietre questa volta sono degli stracci.
Sono centinaia e centinaia di migliaia di strisce di stoffa strappate, stracci appunto, ma degli stracci specialissimi, che raccontano come e forse più che certe pietre.
Sono appesi al muro che costeggia la piccola chiesa di Mariam Ani Evi, la casa dove si dice che la Vergine Maria passò gli ultimi anni di vita sulla terra, accompagnata dall'Apostolo Giovanni.
Turchia, Efeso: accanto ai superbi resti di una delle più importanti città dell'antichità, si erge una collina boscosa, verdissima, in cima ad una strada tortuosa ci si trova in un posto solitario e suggestivo, con al centro una piccola chiesa con una grande e curiosa storia, ben raccontata qui e qui.
Una sorgente, ovviamente ritenuta beneficaefeso,madonna,fede,exvoto,preghiera,stracci,turchia,acqua che salva

(l' acqua sempre unita al miracolo della salute e non solo, sarà un caso…) e accanto ecco questo muro di pietre rozze coperto letteralmente per tutta la lunghezza di strati e strati di striscioline di stoffa annodate alle altre, lasciate come segno delle proprie preghiere, delle proprie richieste, della propria gratitudine.
Ho visto farlo con serietà e compunzione, anche con gli occhi pieni di lacrime.
E se gli stracci sono migliaia e migliaia ognuno é però una storia, un desiderio, un dolore, una speranza o anche soltanto un pensiero devoto. insomma questo muro coperto di stracci in effetti è un concentrato di umanità e di vita. Non servono materiali preziosi perché siano emozionanti e pieni di significato: questa é vita vera

13/01/2012

c'é storia e storia

americani,1492,storia,ignoranzaQualche anno fa nell'occasione della visita di una amica statunitense l'ho portata davanti a questo portale che riporta come si può vedere la data 1492.

Mi immaginavo almeno un moto di sorpresa o di intesa. Sono stata delusa.

Non ha trovato niente di strano, solo che era "una costruzione molto vecchia"... quella data per lei non significava proprio niente.

La  mia riflessione é  che quello che per noi é  storia, nemmeno tanto antica, per qualcun altro é l'origine della sua storia e per qualcun altro ancora... proprio niente, tanto lui non sa.

15:20 Scritto da: scanfesca | Link permanente | Commenti (2) | Segnala | Tag: americani, 1492, storia, ignoranza | OKNOtizie |  Facebook

08/01/2012

qualcosa resta

Ci sono posti dove le cose non cambiano molto velocemente o almeno dove assieme al nuovo si conserva anche quello che c'era prima, se vale la pena.Eccone la dimostrazione in un delizioso paese dell'Appennino centrale, Castel Sant'Angelo sul Nera.

Monti, acqua purissima, trote, e una Valle che lì finisce (o forse di lì comincia) rintanandosi fra le pieghe dei Sibillini. Le sue stupende case di pietra conservano stipiti, architravi, stemmi.

Ed é così che l'architrave racconta che da un mezzo millennio ( sì: mezzo millennio) si passa da questa porta per curarsi.

Certo una continuità davvero straordinaria e invidiabile.

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05/01/2012

per vincere il tempo e gli imbrogli

Questa pietra, nella chiesa di Procida, dice che anche secoli fa si pensava che 

"fidarsi é bene ma non fidarsi é meglio"

e anche che "scripta manent verba volant" insomma lo scritto resta e le parole no.
Siccome siamo nel 1700 ci si impiega un sacco di giri di parole per dire in fondo una cosa importante, ma semplice.
"Dopo lungo litigio per quarant'anni tra i padroni dei bastimenti procidani " e gli esattori
…. si é convenuto…. se mai saltasse fuori alcuna pretensione del fisco…. dovesse restar sempre certo e fermo che gli bastimenti procidani né siono stati ne' dover essere mai tenuti a simil pagamento."
e per stare ancora più tranquilli:                               

                                                                                

nella pietra a procida 2.jpg

                                     "acciò queste solenni convenzioni
dal tempo, edace (divoratore),
non fossero guaste e consunte
col presente marmo
vedutamente commettono e consacrono"

Nel 1779 e ancora i patti sono lì chiari, salvati dal logorio del tempo.

01/01/2012

tanti auguri

E' il giorno adatto per questa pietra che forse più che un augurio era una esortazione.. ma non facciamo i pignoli:c'é scritto BENFEFACERE ET LETARE

Un po' maccheronico, ma penso voglia dire : comportatevi bene e state allegri.

Ecco, lo rivolgo a me e a tutti.

benefacere.jpg


17:30 Scritto da: scanfesca | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

21/12/2011

Piccolo ma orgoglioso

800px-Montefortino-FM.jpgorgoglio rurale.JPGSi, non é una storia nella pietra,ma potrebbe; solo perché ormai invece della lapide incisa si usa il tabellone serigrafato.

Visitando Montefortino, nelle Marche più montane e profonde sono stata  colpita dalla fantasia, l'orgoglio, la creatività di chi ha preparato il testo di questo cartello che alle porte del paese invita alla scoperta dei suoi tesori.



E' tutto vero, c'é tutto ciò che é promesso qui, anche se nel confronto il paese pare molto piccolo rispetto alla ricchezza di promesse.

14:31 Scritto da: scanfesca | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook